31 gennaio 2024

 

Un curioso nesso tra Mike Westbrook e Martin Davidson sta in un lontano particolare autobiografico - si parla del 1969 - rivelato dallo stesso Richard Williams durante il suo omaggio pubblico offerto in apertura della giornata dedicata al compianto fondatore della Emanem domenica scorsa a Londra e organizzata in due distinti appuntamenti presso Cafe Oto e Vortex: ora è riportato anche nel post per il suo The Blue Moment, For Martin Davidson. 

"Martin Davidson, who died just before Christmas at the age of 81, was a valued friend of improvised music in Britain and elsewhere. Most significantly, he ran the Emanem label, which made its debut in 1974 with Steve Lacy’s first album of unaccompanied soprano saxophone pieces. Emanem went on to amass a catalogue of new and archive vinyl releases featuring the first generation of London-based improvisers - John Stevens, Trevor Watts, Evan Parker, Derek Bailey, Paul Rutherford and so on - and then, following its re-emergence as a CD label in the mid-’90s, of their successors and many others. At Café Oto and the Vortex many of those artists performed in celebration and commemoration of Martin’s life."

https://thebluemoment.com/2024/01/28/for-martin-davidson

30 gennaio 2024

 

Altro finanziamento collettivo con esito piuttosto buono è quello tuttora in corso - ma solo fino a domani - in favore della realizzazione dell'album di debutto della Band of Bands di Mike Westbrook, settetto superstar con Kate, Chris Biscoe, Pete Whyman, Karen Street, Marcus Vergette e Coach York. Conterrà la registrazione del loro concerto ad Ashburton dello scorso novembre, con qualche aggiunta, e sarà a pronto a primavera in tempo per il nuovo appuntamento dal vivo, stavolta a Londra, già annunciato per il 19 maggio.

https://www.westbrookjazz.co.uk
https://www.westbrookjazz.co.uk/Band-Of-Bands

29 gennaio 2024

 

Le immagini dello sgombero e del definitivo addio dell'Iklectik all'amata sede in Old Paradise Yard a Waterloo non cessano di creare apprensione e rammarico nell'itinerante famiglia allargata di musicisti e sostenitori della musica improvvisata e delle arti indipendenti a Londra, in un momento assai critico dopo le sfortunate sorti toccate all'Hundred Years Gallery (allagamento) e Bar&Co (affondamento) in un quadro di cronica precarietà di luoghi dedicati fuori da festival e circuiti commerciali. Cafe Oto e Vortex ovviamente non possono da soli rispondere alle esigenze di un'intera comunità di musicisti, che sta vivendo peraltro una stagione di grande fermento e creatività. Ci sono comunque segnali che danno fiducia: la nuovissima apertura di Theatreship in Canary Wharf - anche in questo caso un'imbarcazione - potrebbe significare la prosecuzione di preziose iniziative periodiche e continuative quali Boat-Ting (in gran parte coordinate da Alex Ward) e The Horse Improvised Music Club (guidate da Sue Lynch e Adrian Northover). E il finanziamento collettivo in aiuto alle future attività altrove dell'Iklectik sta andando piuttosto bene. C'è speranza?

https://www.iklectik.org
https://www.iklectik.org/a-letter-from-iklectik-director