Scrive Sharp: "The Binibon was a cafe and 24-hour hangout on 2nd Avenue at 5th Street in the East Village, a nexus for artists, musicians, neighborhood characters and bohemians true and faux. It was a place in which I spent many an hour drinking bottomless cups of terrible coffee during 1979-81, meeting people, reading, hatching projects, observing, listening. Typical guests at the Binibon might include various No Wavers and Lounge Lizards; bebopper Jimmy Lovelace and free-jazz gypsy Don Cherry; Jean-Michel Basquiat; William Burroughs; Quentin Crisp; Kid Creole, Coati Mundi and The Coconuts; Johnny Thunders; Keith Haring; Allen Ginsberg; Liquid Liquid; avant-garde filmmakers, actors and directors famous and non-. I was friendly with the all of the staff at Binibon and the events that unfolded affected me greatly."
27 giugno 2026
26 giugno 2026
25 giugno 2026
Debutta domani al Jiří Myron Theatre di Ostrava, capoluogo della Moravia-Slesia in Cechia, l'opera Substance: The Infinite Spinoza concepita da Elliott Sharp tempo fa e ora giunta a compimento con il concorso di Petr Kotík, Carolina Arandia, Pavla Beranová e naturalmente Janene Higgins. Qualche momento delle prove e del suggestivo allestimento multimediale è documentato tramite Instagram.
E' un atto unico per tenore (Valentino Blasino), coro a sei voci, ensemble da camera e partitura elettronica eseguita dal vivo dallo stesso Sharp. Trae ispirazione dalla filosofia di Baruch Spinoza (1632-1677) e dalla sua concezione dell’infinito. Spinoza definì il concetto di sostanza un’essenza onnipervadente che esiste in sé stessa come manifestazione dell’infinito, indipendente dai dogmi o dalle gerarchie ecclesiastiche. A causa delle sue idee, entrò in conflitto con i membri più anziani della comunità ebraica di Amsterdam, fu accusato di ateismo e, di conseguenza, scomunicato ed esiliato. Lavorò quindi come molatore di lenti per mantenere la propria indipendenza intellettuale ed economica, rifiutando cattedre universitarie per evitare censure, e divenne un artigiano stimato. La sua professione lo portò a contatto con l'ottica, influenzando profondamente la sua visione filosofica sulla conoscenza, ed è proprio la lente d'ingrandimento uno degli stratagemmi scenici scelto ora da Sharp: "The work presents an immersive experience connecting philosophy, video, sound and music. The variable framework references Spinoza's profession as a lens grinder - the main scenographic motif is an imaginary lens through which we observe the infinitely small and infinitely large worlds. The same principle permeates the sound design: key words and phrases are magnified, decomposed, transformed into abstract textures and returned to concrete form - from simple matter to the infinite universe."
https://kdykam.com/en/event/11571

