Debutta domani al Jiří Myron Theatre di Ostrava, capoluogo della Moravia-Slesia in Cechia, l'opera Substance: The Infinite Spinoza concepita da Elliott Sharp diverso tempo fa e finalmente giunta al suo compimento con il concorso di Petr Kotík, Carolina Arandia, Pavla Beranová e naturalmente Janene Higgins. Qualche momento delle prove e del complesso allestimento multimediale è documentato tramite Instagram.
E' un atto unico per tenore (Valentino Blasino), coro a sei voci, ensemble da camera e partitura elettronica eseguita dal vivo dallo stesso Sharp. Trae ispirazione dalla filosofia di Baruch Spinoza (1632-1677) e dalla sua concezione dell’infinito. Spinoza definì il concetto di sostanza un’essenza onnipervadente che esiste in sé stessa come manifestazione dell’infinito, indipendente dai dogmi o dalle gerarchie ecclesiastiche. A causa delle sue idee, entrò in conflitto con i membri più anziani della comunità ebraica di Amsterdam, fu accusato di ateismo e, di conseguenza, scomunicato ed esiliato. Lavorò quindi come molatore di lenti per mantenere la propria indipendenza intellettuale ed economica, rifiutando cattedre universitarie per evitare censure, e divenne un artigiano stimato. La sua professione lo portò a contatto con l'ottica, influenzando profondamente la sua visione filosofica sulla conoscenza, ed è proprio la lente d'ingrandimento uno degli stratagemmi scenici scelto ora da Sharp: "The work presents an immersive experience connecting philosophy, video, sound and music. The variable framework references Spinoza's profession as a lens grinder - the main scenographic motif is an imaginary lens through which we observe the infinitely small and infinitely large worlds. The same principle permeates the sound design: key words and phrases are magnified, decomposed, transformed into abstract textures and returned to concrete form - from simple matter to the infinite universe."
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