Lo ricorda da Cape Town la giornalista, archivista e podcaster Atiyyah Khan: Louis Moholo-Moholo è in paradiso già da un anno, dal 13 giugno 2025: "Today marks one year since our beloved elder Louis Moholo-Moholo transitioned to join that 'band made in heaven.' We miss you Bra Louis. The world has not been the same since you left us but we remember your teachings always. Sending love to friends and family still grieving."
Lo salutò a suo tempo, tra i mille altri, Luigi Onori, riportando per il manifesto (Moholo-Moholo, il «griot dei tamburi») un ricordo di Hazel Miller: "Ho incontrato Louis quando io e Harry ci siamo messi in contatto con i Blue Notes arrivati in Gb nel 1965. Harry era felice di essere in un rapporto empatetico con i musicisti sudafricani e tra loro si formò rapidamente un forte legame. Fino a quando nel 1970 Chris McGregor e Harry mi convinsero ad aiutare nell’organizzazione dei Brotherhood of Breath, ero come un’amica di famiglia della comunità sudafricana. Harry e Louis avevano già iniziato il loro intenso legame nel Mike Osborne Trio. Louis è stato un musicista eccezionale e ha dato un importante contributo all’entusiasmante sviluppo del jazz nel Regno Unito e in Europa negli anni Settanta. Il suo impegno per la musica e la lotta per la libertà sono stati la parte più importante della sua vita, quella di un uomo che ha illuminato il mondo che ci circonda. I tanti anni che ho trascorso ad aiutarlo a volte sono stati difficili, molte altre straordinariamente meravigliosi. Passavamo ore a parlare di affari mondiali e politica, di cui era estremamente esperto. Una persona simile ci mancherà moltissimo, ma è meraviglioso averla condivisa per tanti anni, ultimo membro di quello straordinario gruppo di musicisti sudafricani che ha portato un nuovo e vibrante approccio africano all’espansione del jazz europeo e della musica improvvisata. Lo abbiamo ricordato con i musicisti con cui ha lavorato e molti amici il 27 agosto al 100 Club di Londra, luogo dove gli abbiamo detto addio".

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