25 giugno 2026

Debutta domani al Jiří Myron Theatre di Ostrava, capoluogo della Moravia-Slesia in Cechia, l'opera Substance: The Infinite Spinoza concepita da Elliott Sharp diverso tempo fa e finalmente giunta al suo compimento con il concorso di Petr Kotík, Carolina Arandia, Pavla Beranová e naturalmente Janene Higgins. Qualche momento delle prove e del complesso allestimento multimediale è documentato tramite Instagram

E' un atto unico per tenore (Valentino Blasino), coro a sei voci, ensemble da camera e partitura elettronica eseguita dal vivo dallo stesso Sharp. Trae ispirazione dalla filosofia di Baruch Spinoza (1632-1677) e dalla sua concezione dell’infinito. Spinoza definì il concetto di sostanza un’essenza onnipervadente che esiste in sé stessa come manifestazione dell’infinito, indipendente dai dogmi o dalle gerarchie ecclesiastiche. A causa delle sue idee, entrò in conflitto con i membri più anziani della comunità ebraica di Amsterdam, fu accusato di ateismo e, di conseguenza, scomunicato ed esiliato. Lavorò quindi come molatore di lenti per mantenere la propria indipendenza intellettuale ed economica, rifiutando cattedre universitarie per evitare censure, e divenne un artigiano stimato. La sua professione lo portò a contatto con l'ottica, influenzando profondamente la sua visione filosofica sulla conoscenza, ed è proprio la lente d'ingrandimento uno degli stratagemmi scenici scelto ora da Sharp: "The work presents an immersive experience connecting philosophy, video, sound and music. The variable framework references Spinoza's profession as a lens grinder - the main scenographic motif is an imaginary lens through which we observe the infinitely small and infinitely large worlds. The same principle permeates the sound design: key words and phrases are magnified, decomposed, transformed into abstract textures and returned to concrete form - from simple matter to the infinite universe."

https://kdykam.com/en/event/11571

24 giugno 2026

Other Minds celebra il centenario della nascita del geniale David Tudor - interprete principale della cosiddetta New York School degli anni Cinquanta e Sessanta (Cage, Feldman, Brown, Wolff), legato in particolare ai rivoluzionari lavori del coreografo Merce Cunningham, oltre che assoluto pioniere dell'uso in concerto dei live electronics - con due speciali giornate di concerti e seminari questo fine settimana presso il così rinominato Mills College at Northeastern University a Oakland, California. Fulcro del programma è l'esibizione dello storico Composers Inside Electronics, riformatosi dopo lunga inattività nel 1996 per accompagnare le esequie del compositore e di cui ancora fanno parte due componenti del nucleo orginale, Paul DeMarinis e John Driscoll. Verranno illustrati ed eseguiti tra l'altro Forest Speech, Microphone e Pulsers.

David Tudor's (1926-1996) first professional activity, at 16, was as an organist. He became a leading avant-garde pianist, with highly acclaimed first performances of compositions by contemporary composers, before moving in the mid-1960s to the composition and performance of “live electronic music.” In the early 1950s, at Black Mountain College and in New York, he formed relationships with artists with whom he continued to work during his entire career: John Cage, Merce Cunningham, Robert Rauschenberg, Christian Wolff, and others. He became the pianist for the Merce Cunningham Dance Company and he and John Cage toured during the 1950s and early 1960s with programs of Cage’s works. In the late 1950s he had an important presence at Darmstadt, where he worked with and influenced Karlheinz Stockhausen, Cornelius Cardew, and other members of the European avant-garde. His own compositions appeared in the mid 1960s: Bandoneon! (1966), a composition for “Nine Evenings, a project of Experiments in Art and Technology”; design and composition of the Pepsi Pavilion, Expo ’70, Osaka, Japan, also an EAT project: and, from 1976, as a founding member of Composers Inside Electronics, a music ensemble whose members perform collaborative compositions with home-built electronic circuitry. Tudor’s first composition for the MCDC was for Cunningham’s Rainforest in 1968. Tudor assumed the post of Music Director of MCDC in 1992. Tudor’s last work for Cunningham was Soundings: Ocean Diary, the electronic component of the score for Ocean (1994).

23 giugno 2026

La rivista online It's Psychedelic Baby! propone una bella intervista di Klemen Breznikar Eddie Prévost condotta toccando vari temi tra cui naturalmente AMM - con particolari finora poco noti circa la registrazione nel giugno 1966 dello storico album AMMMusic - e le vicende della Matchless Recordings, il recente libro An Uncommon Music for the Common Man scritto in condizioni personali di crescente difficoltà, pungenti considerazioni su cultura occidentale, musica improvvisata, accademia, punk e Thurston Moore: Eddie Prévost On AMM, Free Improvisation And Why No Sound Is Innocent.